Omini azzurri: dai Puffi ad Avatar (passando per Nirvana)
In questi giorni siamo tempestati da messaggi sul nuovo film in 3D di James Cameron: Avatar. Sorprendentemente (ma forse non troppo), molto materiale promozionale o merchandising non ha neppure più bisogno di riportare il titolo del film: è sufficiente un’immagine del guerriero azzurro per richiamare il brand.
L’iconografia dell’uomo azzurro non è nuova, e segue un percorso di successo: è blu il genio della lampada di Aladino (almeno nella versione Disney), sono blu i Puffi, è blu Amanda Sandrelli nella locandina di Nirvana di Salvatores, che con i personaggi di Avatar ha una forte somiglianza, dovuta all’origine iconografica comune (gli dei Kali e Shiva della tradizione induista).
Sembra che l’immaginario dell’uomo blu, per ragioni intrinseche o indotte, possa essere garanzia di fascinazione collettiva.

Storicamente il blu è stato associato a saggezza, potere, sapienza, e in molti casi anche alla spiritualità.
I guerrieri Pitti, antichi Scozzesi, possono aver contribuito ad ispirare Avatar in quanto si dipingevano il corpo con una sostanza di colore blu (si pensa fosse un allucinogeno) prima di andare in battaglia, da cui il loro nome.
Se avete altri suggerimenti o commenti in proposito, siete i benvenuti!

Ecco la nostra recensione da New York! Cameron balla con gli Avatar http://svel.to/lw
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