<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Eden Exit blog &#187; Generale</title>
	<atom:link href="http://blog.edenexit.com/category/generale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://blog.edenexit.com</link>
	<description>Eden Exit Srl - Cogli la prima Mail</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Feb 2012 07:53:33 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Paradiso perduto: &#8220;Nudi alla meta&#8221;</title>
		<link>http://blog.edenexit.com/2012/01/26/paradiso-perduto-nudi-alla-meta/</link>
		<comments>http://blog.edenexit.com/2012/01/26/paradiso-perduto-nudi-alla-meta/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 12:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.edenexit.com/?p=821</guid>
		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-822   aligncenter" title="Stampa" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2012/01/nudi_alla_meta.jpg" alt="" width="580" height="410" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.edenexit.com/2012/01/26/paradiso-perduto-nudi-alla-meta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Paradiso perduto: “Età pensionabile”</title>
		<link>http://blog.edenexit.com/2012/01/12/paradiso-perduto-%e2%80%9ceta-pensionabile%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://blog.edenexit.com/2012/01/12/paradiso-perduto-%e2%80%9ceta-pensionabile%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 09:58:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.edenexit.com/?p=714</guid>
		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-715  aligncenter" title="Età pensionabile" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2012/01/eta_pensionabile.jpg" alt="" width="580" height="421" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.edenexit.com/2012/01/12/paradiso-perduto-%e2%80%9ceta-pensionabile%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Paradiso perduto: &#8220;Il parco&#8221;</title>
		<link>http://blog.edenexit.com/2011/12/19/paradiso-perduto-il-parco/</link>
		<comments>http://blog.edenexit.com/2011/12/19/paradiso-perduto-il-parco/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 16:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.edenexit.com/?p=679</guid>
		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-680  aligncenter" title="Il parco" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2011/12/ilparco.jpg" alt="" width="580" height="411" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.edenexit.com/2011/12/19/paradiso-perduto-il-parco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Paradiso perduto: &#8220;Paradiso fiscale&#8221;</title>
		<link>http://blog.edenexit.com/2011/12/12/paradiso-perduto-paradiso-fiscale/</link>
		<comments>http://blog.edenexit.com/2011/12/12/paradiso-perduto-paradiso-fiscale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 17:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.edenexit.com/?p=616</guid>
		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-617 aligncenter" title="paradisofiscale" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2011/12/paradisofiscale.jpg" alt="" width="580" height="411" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.edenexit.com/2011/12/12/paradiso-perduto-paradiso-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Volare con l’uomo sul fiume</title>
		<link>http://blog.edenexit.com/2010/03/03/volare-con-l%e2%80%99uomo-del-fiume/</link>
		<comments>http://blog.edenexit.com/2010/03/03/volare-con-l%e2%80%99uomo-del-fiume/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 15:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.edenexit.com/?p=533</guid>
		<description><![CDATA[
Vi raccontiamo una storia.
Qualche mese fa abbiamo conosciuto Giacomo De Stefano, quasi per caso. Un comune amico ce lo presentò perché ci parlasse del suo progetto, inteso sia come iniziativa sia come obiettivo di vita. Perché Giacomo ha ricevuto in dono l’onore e l’onere di far coincidere la propria occupazione con i propri ideali. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img class="alignleft size-full wp-image-542" style="float: left;" title="Giacomo De Stefano" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2010/03/giacomodestefano.jpg" alt="Giacomo De Stefano" width="300" height="223" /></p>
<p align="justify"><strong>Vi raccontiamo una storia.</strong></p>
<p align="justify">Qualche mese fa abbiamo conosciuto <em>Giacomo De Stefano</em>, quasi per caso. Un comune amico ce lo presentò perché ci parlasse del suo progetto, inteso sia come iniziativa sia come obiettivo di vita. <em>Perché Giacomo ha ricevuto in dono l’onore e l’onere di far coincidere la propria occupazione con i propri ideali.</em> Ma ci ritorneremo dopo.</p>
<p align="justify">Non abbiamo timore di scrivere che all’inizio <em>eravamo scettici</em>: non era il primo e neppure sarà l’ultimo che ci chiede di aiutarlo a sviluppare un’idea, per lo più vaga, per la quale ha zero fondi da investire e ancor meno tempo da dedicare.<span id="more-533"></span></p>
<p align="justify">Ma questa volta era diverso, non tanto per il fatto che qualcosa fosse già stato realizzato, e con un certo successo, ma perché Giacomo riesce a comunicare in modo assolutamente trasparente quali sono gli obiettivi e porre l’interlocutore davanti ad una domanda: <strong>“cosa vuoi fare per aiutarmi?”</strong>.</p>
<p align="justify">Attenzione, non <strong>“cosa puoi fare”</strong>, ma proprio <strong>“cosa vuoi fare”</strong>. Eh sì, perché via via che il progetto viene raccontato, si è coinvolti a un punto tale che si vuole proprio entrare a farvi parte.</p>
<p align="justify">Quello che era chiamato <em>“North Sea to Black Sea”</em> e che ora (immodestamente grazie a noi) è divenuto un più affascinante <strong>“Man on the River”</strong>, è un viaggio da Londra a Istanbul attraverso le vie fluviali <em>(Tamigi, canali francesi, Reno, Meno, Danubio, Mar Nero)</em>.</p>
<p align="justify">Niente di nuovo nel percorso perché è già stato affrontato da altri viaggiatori <em>(uno partendo dall’Olanda su un catamarano, altri due intervallando navigazione e bicicletta)</em>: ciò che cambia sono gli obiettivi e le modalità.</p>
<p style="padding-left: 60px;"> </p>
<p style="padding-left: 60px; align=justify">Prima di entrare nei dettagli, va fatta una premessa: due anni fa Giacomo ha intrapreso il suo primo progetto di questo tipo, <em>risalendo il Po da Venezia fino a Piacenza, a bordo di una barca di origine Vichinga che tutt’oggi viene utilizzata per la pesca nelle isole Shetland, in Scozia</em> (e che sarà protagonista anche del nuovo viaggio).</p>
<p style="padding-left: 60px;">Questo primo viaggio era stato chiamato Un Altro Po, e Radio 24 aveva lo aveva seguito con collegamenti giornalieri. Gli obiettivi principali erano la sensibilizzazione verso i problemi e la vita fluviali, attraverso quella che un tempo era la via di comunicazione più importante dell’Italia settentrionale <em>(e che oggi torna drammaticamente alla ribalta per quanto originato dal Lambro).</em></p>
<p style="padding-left: 60px;">Lungo il percorso, Giacomo aveva potuto scoprire un’enorme ricchezza in termini di umanità, luoghi, tradizioni, fauna e flora che è solitamente lontana dalle mappe turistiche. Potete scoprirne di più sul sito <a href="http://www.unaltropo.com" target="_blank">www.unaltropo.com</a>.</p>
<p style="padding-left: 60px;"> </p>
<p align="justify"><strong>Con Man on the River l’asticella si alza</strong>: l’obiettivo non è più solo l’Italia, ma diventa l’Europa, con tutte le sue contraddizioni: anzi, un qualcosa di più, perché il viaggio inizia nel cuore pulsante della city londinese per terminare lungo le sponde del Bosforo, a Istanbul, <em>la porta d’oriente e l’unione ideale tra continenti e culture</em>.</p>
<p align="justify">Giacomo ha deciso di dedicare la propria vita a fare il frontman, inteso come persona che indica come “cambiare si può”: i suoi gesti, grandi, dovrebbero essere di esempio perché tutti noi, ogni giorno, possiamo adottare piccoli comportamenti più consapevoli.</p>
<p align="justify">Il dono di Giacomo gli ha permesso di costruire intorno a se un team di persone motivate a lavorare con lui e a collaborare tra loro per la riuscita del progetto. E non poche aziende gli stanno offrendo appoggio sia offrendo servizi sia materiali utili alla costruzione della barca, al trasporto, alla diffusione mediatica.</p>
<p align="justify">Cosa ottengono in cambio? In teoria visibilità, che sarà garantita da migliaia di contatti durante questa lunghissima avventura (circa sei mesi); in pratica la consapevolezza di far parte di un gruppo che vuole migliorare un po’ il mondo. <strong>Insomma di stare dalla parte dei buoni</strong>.</p>
<p align="justify">Perché il vero obiettivo del viaggio è portare alla luce quello che è nascosto, suggerire nuove modalità di turismo rispettoso dell’ambiente, riequilibrare il rapporto tra uomo e natura.  Il tutto non attraverso una regressione alla primitività, ma utilizzando strumenti moderni sia per la navigazione <em>(il gps consentirà di verificare la posizione della barca visitando il sito)</em>, sia per l’energia necessaria <em>(fornita da pannelli fotovoltaici montati a bordo)</em> e per la divulgazione <em>(con post frequenti sul sito dell’evento e dirette radio)</em>. <strong>Quello che rimarrà come un tempo è la propulsione, a remi e vela, a emissioni zero.</strong></p>
<p align="justify">Man on the River non sarà una performance sportiva, una corsa in solitario, ma un’esperienza collettiva: gli occhi di Giacomo saranno quelli di tutti coloro che lo seguiranno attraverso vari media.</p>
<p align="justify">Ma il ritorno più importante per team e partner è nel conoscere le altre persone che partecipano al progetto:tante storie, come dicevamo prima. Tutte diverse: alcune bizzarre, altre fortunate, altre ancora sofferte, con dei sogni realizzati e molti altri nel cassetto, che forse non verrà mai aperto.</p>
<p align="justify"><em>Attraverso Man on the River, attraverso Giacomo e la sua impresa, tutti si sentono <strong>la piccola parte di un’avventura come quelle che si sognavano da bambini</strong>, per tornare a guardare il mondo con quegli occhi.</em></p>
<p align="justify">Il nostro ruolo nel progetto è di mettere a disposizione ciò che sappiamo fare: comunicazione. Abbiamo pensato a un nome, abbiamo progettato il logo, realizzato il sito e stiamo coordinando i molti bellissimi contributi <em>(articoli, foto, video) </em>che il resto del team apporta di continuo.</p>
<p align="justify">Siamo arrivati alla fine, anzi all’inizio di questa storia, che vi invitiamo a seguire su <a href="http://www.manontheriver.com" target="_blank"><strong>www.manontheriver.com</strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.edenexit.com/2010/03/03/volare-con-l%e2%80%99uomo-del-fiume/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;esplosione di Internet</title>
		<link>http://blog.edenexit.com/2009/09/28/diffusione-di-internet/</link>
		<comments>http://blog.edenexit.com/2009/09/28/diffusione-di-internet/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 08:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.edenexit.com/?p=322</guid>
		<description><![CDATA[Un recente articolo della rivista New Scientist ha presentato gli ultimi dati sulla diffusione di Internet.
La Cina ha ormai superato gli Stati Uniti come numero di utenti, anche se gli utenti cinesi sono ancora solo il 25% della popolazione. Nel futuro gli esperti prevedono che il web sarà un insieme di lingue inglese, russa, portoghese, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify;">Un recente articolo della rivista <a href="http://www.newscientist.com"><strong>New Scientist</strong></a> ha presentato gli ultimi dati sulla <em>diffusione di Internet.</em></p>
<p>La <strong>Cina</strong> ha ormai superato gli <strong>Stati Uniti </strong>come numero di utenti, anche se gli utenti cinesi sono ancora solo il <em>25% della popolazione</em>. Nel futuro gli esperti prevedono che il web sarà un insieme di lingue <em>inglese, russa, portoghese, spagnola e cinese.</em> Ecco il grafico con le statistiche principali (<a href="http://www.newscientist.com/data/images/ns/cms/mg20227062.200/mg20227062.200-6_1000.jpg">originale</a>):</p>
<p align="justify;"><img src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2009/09/internet_2008.jpg" alt="internet_2008" title="internet_2008" width="680" height="402" class="alignleft size-full wp-image-323" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.edenexit.com/2009/09/28/diffusione-di-internet/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ma la carta riciclata è anche ecologica?</title>
		<link>http://blog.edenexit.com/2009/04/30/carta-riciclata-e-carta-ecologica/</link>
		<comments>http://blog.edenexit.com/2009/04/30/carta-riciclata-e-carta-ecologica/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 12:22:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Carta ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[carta riciclata]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.edenexit.com/2009/04/30/ma-la-carta-riciclata-e-anche-ecologica/</guid>
		<description><![CDATA[La risposta vi sorprenderà: non sempre! Negli ultimi anni il “green” ad ogni costo è diventato una moda che, per quanto encomiabile, rischia di produrre dei danni collaterali non indifferenti. Vi siate mai chiesti come si producono le carte e quali sono i processi di lavorazione per riciclarle?Facciamo un po’ di chiarezza sui vari tipi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>La risposta vi sorprenderà: non sempre!</strong> Negli ultimi anni il “green” ad ogni costo è diventato una moda che, per quanto encomiabile, rischia di produrre dei danni collaterali non indifferenti. Vi siate mai chiesti come si producono le carte e quali sono i processi di lavorazione per riciclarle?<br />Facciamo un po’ di chiarezza sui vari tipi di carta disponibili sul mercato.<br />
 <img class="size-full wp-image-199" title="carta_riciclata" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2009/04/carta_riciclata.jpg" alt="Carta riciclata" width="300" height="215" /><span id="more-195"></span></p>
<p align="justify"><strong>Carta bianca</strong><br />
 E’ tradizionalmente stata e resta tuttora la tipologia più utilizzata.<br />
 E&#8217; ricavata da fibra di cellulosa e può essere sbiancata in due modi: con cloro o senza cloro.<br />
 Nella carta sbiancata con cloro i problemi ambientali sono legati <em>all’ingente quantità di acqua ed energia necessarie a produrla, ai prodotti chimici utilizzati nel processo di sbiancamento e all’approvvigionamento di cellulosa che comporta l’abbattimento di alberi</em>. Quest’ultimo fattore in alcune parti del mondo (es. Scandinavia) riesce ad essere regolato attraverso una pianificazione a lungo termine del territorio con programmi di riforestazione, mentre in altre zone comporta notevoli fenomeni di erosione.<br />
 La carta sbiancata senza cloro si definisce <em>ecologica</em> e ne parliamo in seguito.</p>
<p align="justify"><strong>Carta riciclata</strong><br />
 In questo caso la materia prima prevalente non è il legno (cellulosa), ma la <em>carta da macero</em>.<br />
 Attenzione però: può essere prodotta con materia prima <em>pre-consumer</em>, cioè ottenuta da fogli di carta non stampata e non immessi nel ciclo commerciale oppure da rifili di cartiera, o <em>post-consumer</em>, ottenuta da fogli di carta stampata che vengono raccolti e disinchiostrati.<br />
 <em>Solo nel secondo caso si può parlare di carta veramente riciclata</em>, perché il recupero del prodotto industriale non immesso in commercio è una pratica industriale in uso da sempre per abbattere i costi.</p>
<p align="justify">Inoltre la carta riciclata in commercio può <em>provenire da materia prima riciclata post-consumo al 100%</em> oppure a<em>vere una percentuale variabile di fibra vergine</em> (preferibilmente certificata da <strong>FSC, Forest Stewardship Council</strong>, ente che si occupa a livello internazionale della corretta gestione del patrimonio boschivo). Questa percentuale non deve essere comunque mai superiore al 40% per poter definire una carta riciclata.</p>
<p align="justify">Nella carta riciclata sono presenti impurità e sporcizie, che rendono necessario uno <em>sbiancamento a base di composti chimici.</em> L’industria della carta può utilizzare svariati agenti chimici durante le varie fasi di produzione, incluso lo sbiancamento, molti dei quali sono altamente inquinanti come ad esempio il già citato cloro. La denominazione <em>“riciclata”</em> si ferma qui, non prevedendo ulteriori informazioni sul processo di sbiancamento. <em>Dove si ferma la carta riciclata subentra la carta ecologica.</em></p>
<p align="justify"><strong>Carta ecologica</strong><br />
 Come abbiamo visto in precedenza la carta proveniente da pura cellulosa può essere <em>sbiancata senza cloro</em>. In questo caso rimane il problema dell’utilizzo di acqua ed energia, così come la deforestazione, ma il processo di sbiancamento viene effettuato con <em>preparati a base di ossigeno, con conseguente abbattimento dei livelli di inquinamento.</em><br />
 La carta sbiancata in questo modo si definisce <em>&#8220;ecologica&#8221;</em>. Ovviamente la situazione ideale è avere una carta riciclata sbiancata in modo ecologico.<br />
 Ad esempio per produrre una carta riciclata si utilizzano per ogni tonnellata di prodotto da 7 a 15 Kg di composti chimici a base di ossigeno, contro i 250 Kg necessari per la carta non riciclata.</p>
<p align="justify">Come abbiamo visto le variabili possono essere molte ed è piuttosto facile cadere in errore pensando di scegliere un prodotto rispettoso dell’ambiente che invece utilizza pratiche almeno in parte inquinanti.</p>
<p align="justify">Per quanto di nostra conoscenza l’unica carta al momento <em>riciclata ed ecologica al 100% è la danese Cyclus,</em> tuttavia se aveste informazioni diverse vi invitiamo a lasciare un commento.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.edenexit.com/2009/04/30/carta-riciclata-e-carta-ecologica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I nomi dei colori</title>
		<link>http://blog.edenexit.com/2009/01/05/i-nomi-dei-colori/</link>
		<comments>http://blog.edenexit.com/2009/01/05/i-nomi-dei-colori/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 10:42:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.edenexit.com/?p=100</guid>
		<description><![CDATA[Secondo uno studio degli studiosi Berlin e Kay (Basic Color Terms: Their Universality and Evolution), le civiltà culturalmente avanzate utilizzano mediamente solo undici termini per definire colori &#8220;singoli&#8221;, cioè identificati da una sola parola e non da parole composte (come giallo limone, verde mela, ecc).
 E voi quanti colori conoscete?

 
Mentre vi state scervellando per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Secondo uno studio degli studiosi Berlin e Kay (<em>Basic Color Terms: Their Universality and Evolution</em>), le civiltà culturalmente avanzate utilizzano mediamente solo undici termini per definire colori &#8220;singoli&#8221;, cioè identificati da una sola parola e non da parole composte (come giallo limone, verde mela, ecc).<br />
 <em>E voi quanti colori conoscete?</em></p>
<p><img class="size-small wp-image-104" title="colori" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2008/12/colori-150x150.jpg" alt="colori" width="150" height="150" /><br />
 <span id="more-100"></span></p>
<p align="justify">Mentre vi state scervellando per individuarne più di undici, vi invitiamo a scoprire alcune curiose informazioni sull&#8217;origine dei loro nomi. Abbiamo evitato quei termini la cui derivazione è ovvia (ad esempio ciclamino, oliva, fucsia, ecc) in favore di colori e tonalità dai nomi più misteriosi:</p>
<p align="justify"><span style="color: #de1a16;"><strong>Alizarina</strong></span><em><br />
 </em>L&#8217;alizarina è una tonalità di rosso. Il termine deriva dall&#8217;arabo <em>al-usara</em> (succo) poiché nell&#8217;antichità veniva ricavato dalle radici di una pianta delle Rubiaceae.</p>
<p align="justify"><span style="color: #b1a239;"><strong>Cachi</strong></span><br />
 Il colore cachi, kaki o khaki, deriva dal persiano <em>khak</em> che significa polvere, da cui khaki (polveroso, impolverato o color terra).</p>
<p align="justify"><span style="color: #31abb9;"><strong>Carta da zucchero</strong></span><br />
 Lo zucchero fino alla metà del 1900 si vendeva a peso e non ben impacchettato come lo possiamo oggi trovare negli scaffali dei supermercati. Veniva consegnato in una carta di colore azzurrino, utilizzato per mascherare i difetti derivati dalla produzione artigianale della carta stessa. Da qui il termine &#8220;carta da zucchero&#8221; utilizzato ancor oggi.</p>
<p align="justify"><span style="color: #00c1c1;"><strong>Ciano</strong></span><br />
 Il nome Ciano deriva dal greco <em>kúanos</em>, che stava a indicare alcuni sali e minerali blu. Nell&#8217;antica Grecia Cyanos era il colore della sofferenza, da cui il termine Cianotico.</p>
<p align="justify"><span style="color: #110ab7;"><strong>Cobalto</strong></span><br />
 Il Blu Cobalto (ne esiste anche una variante verde) veniva estratto nelle miniere della Persia da un minerale che può essere velenoso. Per questa sua caratteristica negativa i minatori gli diedero il nome di un folletto maligno, il<em> Coboldo</em>.</p>
<p align="justify"><span style="color: #3708cd;"><strong>Indaco</strong></span><br />
 Dal greco <em>indikon</em>, deriva da una materia colorante tra il turchino e l&#8217;azzurro che si ricava dalle foglie di una varietà di Nerium prodotta appunto in India.</p>
<p align="justify"><span style="color: #ff00ff;"><strong>Magenta</strong></span><br />
 Il termine Magenta ha origini relativamente moderne. Deriva da un colorante all&#8217;anilina scoperto poco dopo la battaglia di Magenta del 1859, dalla quale (e dall&#8217;omonima città) prese il nome.</p>
<p align="justify"><span style="color: #150bf3;"><strong>Oltremare</strong></span><br />
 Il Blu Oltremare è stato uno dei pigmenti più apprezzati fin dal Rinascimento. Veniva estratto nelle miniere dell&#8217;Afghanistan da una pietra azzurra (detta appunto <em>Lapis Lazuli</em>) ed arrivava in Europa attraverso i porti di Siria, Palestina ed Egitto. Da qui il nome Oltremare, che stava a identificare quelle regioni in epoca medioevale.</p>
<p align="justify"><span style="color: #ee1122;"><strong>Porpora</strong></span><br />
 Estratto nell&#8217;antichità da un mollusco, deriva dal greco <em>por-phyr-a</em> che significa muoversi, bruciare, splendere. Lo scintillio del colore veniva assimilato a quello delle onde del mare, tanto che per i Greci purpureo non indicava solamente questa tonalità di rosso ma qualsiasi colore vivacissimo.</p>
<p align="justify"><span style="color: #f70792;"><strong>Rosa shocking</strong></span><br />
 Questo termine ha origini moderne: deve i propri natali alla disegnatrice di moda <em>Elsa Schiaparelli</em> che lo rese popolare nel 1936 come colore della scatola dell&#8217;omonimo profumo &#8220;Rosa shocking&#8221;.</p>
<p align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>Scarlatto</strong></span><br />
 Il nome Scarlatto deriva dal persiano <em>saqirlat</em> o dal latino <em>astacus</em>, granchio, animale da cui si estraeva il pigmento.</p>
<p align="justify"><span style="color: #e00000;"><strong>Vermiglione</strong></span><br />
 Il termine deriva dal latino <em>vermiculos</em> (piccolo verme) che indicava la Cocciniglia, un insetto da cui si estraeva il colorante. La Cocciniglia era anche chiamata chermes o carmesinus, nomi dai quali derivano anche i colori <strong>Cremisi</strong> e <strong>Carminio</strong> (anche se alcune fonti lo fanno derivare dal fiume Minus in Spagna). Il termine Chermes rimane ad oggi utilizzato anche in altri settori, come la pasticceria che utilizza il liquore Alchermes, dall&#8217;arabo <em>al-kirmiz</em> (Cocciniglia).</p>
<p align="justify">Ne avete altri? Scrivete un commento!</p>
<p><em><br class="spacer_" /></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.edenexit.com/2009/01/05/i-nomi-dei-colori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Padre Nostro che sei sul Web</title>
		<link>http://blog.edenexit.com/2008/03/27/padre-nostro-che-sei-sul-web/</link>
		<comments>http://blog.edenexit.com/2008/03/27/padre-nostro-che-sei-sul-web/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 09:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.edenexit.com/2008/03/27/padre-nostro-che-sei-sul-web/</guid>
		<description><![CDATA[Il lancio del nuovo servizio di informazione cattolica H2Onews ha introdotto una nuova frontiera nella comunicazione religiosa. H2Onews crea e distribuisce notizie in formati multimediali ogni giorno, in otto lingue: arabo, cinese, inglese, francese, tedesco, italiano, portoghese e spagnolo. Gli argomenti coprono tutti gli aspetti della vita della chiesa e gli eventi sociali e culturali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il lancio del nuovo servizio di informazione cattolica H2Onews ha introdotto una nuova frontiera nella comunicazione religiosa. H2Onews crea e distribuisce notizie in formati multimediali ogni giorno, in otto lingue: arabo, cinese, inglese, francese, tedesco, italiano, portoghese e spagnolo. Gli argomenti coprono tutti gli aspetti della vita della chiesa e gli eventi sociali e culturali che riguardano i cattolici in tutto il mondo.</p>
<p align="justify"><a href="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2008/03/h2onews.jpg" rel="lightbox" title="H2Onews"><img src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2008/03/h2onews.thumbnail.jpg" alt="H2Onews" /></a><span id="more-41"></span></p>
<p align="justify">Notizie e filmati vengono distribuiti attraverso il portale www.h2onews.org, attraverso il quale emittenti televisive e radiofoniche cattoliche possono anche scaricarli in formati adatti alle trasmissioni.<br />
Il portale è stato progettato come una piattaforma di collaborazione che permette a chiunque di apportare le sue competenze. Televisioni e produttori sono infatti invitati a partecipare attivamente condividendo informazioni, interviste, video: una specie di YouTube cattolica.</p>
<p align="justify">Ma chi sono gli artefici di questo progetto? La sede operativa di H2Onews è, naturalmente, a Roma in Via delle Fornaci (non distante dall’ex Sant’Uffizio) ma l’anima è tutta spagnola: il direttore Jesus Colina viene da Miranda de Ebro, la caporedattrice Miriam Diez i Bosch è catalana, e il coordinatore dell’iniziativa è monsignor Enrique Planas di Avila, già membro del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali e Direttore della Filmoteca Vaticana. Inoltre il progetto è nato in occasione del Congresso di Madrid delle TV cattoliche nell’ottobre 2006.</p>
<p align="justify">Jesus Colina, membro del Regnum Christi (braccio laico dei “Legionari di Cristo”, uno dei gruppi più fondamentalisti tra i molti movimenti cattolici e particolarmente attivo in Sud America), afferma in un’intervista all’Espresso che il nome H2Onews è stato scelto: “perché è una sigla breve e funziona in tutte le lingue, anche l’arabo e il cinese… l’idea che vogliamo trasmettere, in questo mondo sempre più materialista, è quella di rinnovamento, giovinezza, un’informazione che rinfresca lo spirito”.</p>
<p align="justify">Un importante fattore nella decisione di lanciare il nuovo canale cattolico è stata la crescente preoccupazione per la mancanza di controllo sui messaggi trasmessi da importanti network di ispirazione religiosa, uno per tutti l’americana EWTN (www.extn.com), che pure figura tra i collaboratori della nuova iniziativa.</p>
<p align="justify"> <a href="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2008/03/ewtn.jpg" rel="lightbox" title="EWTN"><img src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2008/03/ewtn.thumbnail.jpg" alt="EWTN" /></a></p>
<p align="justify">Lanciata nel 1981 in Alabama, Eternal Word Television Network (EWTN) è un centro di diffusion di notizie per il mondo cattolico. In ventisei anni è cresciuto al punto tale da trasmettere programmi 24 ore al giorno, con un’audience di 123 milioni di spettatori in 140 paesi. Il network si avvale inoltre di tecnologie digitali, trasmettendo via cavo, via satellite, via internet, diventando per molti la “voce ufficiale della chiesa” sul terreno dei media.<br />
EWTN non è sottoposta ad alcuna supervisione da parte del Vaticano, e la nascita di H2Onews è stata anche dettata dall’esigenza di stabilire una fonte che trasmetta messaggi “ufficiali” al mondo cattolico.</p>
<p align="justify">H2Onews non è che l’ultima, più evidente manifestazione dell’interesse della chiesa cattolica per le nuove tecnologie. Già a marzo 2007, il Centro televisivo vaticano (Ctv), l&#8217;organismo della Santa Sede che produce e distribuisce riprese e documentari sul Papa, ha avviato la sperimentazione delle trasmissioni in alta definizione.<br />
Secondo il direttore, il gesuita padre Federico Lombardi, &#8220;se vogliamo continuare a fornire le immagini del Papa dobbiamo essere pronti ai cambiamenti tecnologici&#8221;.</p>
<p align="justify">Interessante il confronto con alcune affermazioni scritte in due documenti ufficiali della chiesa pubblicati nel 2002 (pre Benedetto XVI), &#8220;La Chiesa e Internet&#8221; e &#8220;L&#8217;etica e Internet&#8221;.<br />
&#8220;Non c&#8217;è bisogno di grandi sforzi d&#8217;immaginazione per considerare la terra come un globo ronzante di trasmissioni elettroniche, un pianeta blaterante, annidato nel silenzio dello spazio. In conseguenza di ciò, le persone sono più felici e migliori?&#8221;.<br />
E ancora, parlando delle diseguaglianze nell’accesso alle tecnologie: “digital divide, nuova forma di discriminazione e versione aggiornata dell&#8217;antico divario tra i ricchi e i poveri di informazioni&#8221;.</p>
<p align="justify">Nel frattempo, attendendo che venga posto rimedio alla situazione, la chiesa cattolica sembra aver deciso da che parte del “digital divide” è meglio stare&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.edenexit.com/2008/03/27/padre-nostro-che-sei-sul-web/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

