Sul web, la generazione fa la differenza!

Boomers, Gen X o Millennials? Di che generazione sei?

Riprendendo un interessante articolo di Susan Weinschenk, analizziamo i diversi approcci alla tecnologia e al web design tra le tre generazioni maggiormente “attive” nel mercato del lavoro.
Innanzitutto, è utile fare chiarezza sul concetto di generazione e su quelle che andremo a prendere in esame. A grandi linee il termine generazione si può intendere in due modi:
– l’insieme delle persone che hanno vissuto eventi caratterizzanti (come i movimenti del ’68) che ne hanno plasmato il pensiero e le abitudini culturali e sociali;
– il periodo di tempo che intercorre tra la nascita dei genitori e quella dei loro figli.
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Le tre variabili

Come in tutti i mercati, anche comunicazione e marketing non si sottraggono al tiramolla tra richieste del cliente e disponibilità del fornitore. Semmai propro questa tipologia di servizi è soggetta ad una particolare pressione riguardo ai tempi di consegna che devono generalmente essere “just before time” perché spesso (e non sempre a ragione) si trovano penalizzate in quanto a valle di una serie di processi decisionali.

In una situazione ideale, il marketing viene coinvolto ragionevolmente presto nelle strategie aziendali (nella fase di strutturazione di nuovi prodotti e servizi o di apertura verso nuovi mercati) in modo tale da poter comprendere l’oggetto del comunicare, analizzarlo e conseguentemente proporre delle strategie a ragion veduta. Continua a leggere Le tre variabili

Ma il marketing esiste ancora…?

Qualche giorno fa abbiamo partecipato ad un incontro con Antonio Campo Dall’Orto, Vicedirettore di MTV International e figura di grande rilievo nel panorama televisivo (e non solo, visto il recente intervento alla convention di Matteo Renzi) italiano.

Uno dei principali temi affrontati è stata la seguente domanda: “Ha ancora senso parlare di marketing?”

Se ci riferiamo ad esempio alle ricerche di mercato, è molto cambiata la modalità utilizzata dalle (grandi) aziende di ottenere dati sul gradimento dei clienti per fare le proprie mosse di conseguenza. Continua a leggere Ma il marketing esiste ancora…?

Cent’anni ieri – Pubblicità nel 1911

Cross-media, social network, comunicazione integrata…

Da Internet in poi tutto è cambiato e andiamo verso un’unica grande nuvola (il cloud anche qui?) dove le differenze tra i media saranno sempre più sfumate. Radio, TV, Web e tutto ciò che può essere digitalizzato, saranno presto o tardi una cosa sola: tutto il resto vi dipenderà fortemente.

Ma se cambiano i mezzi, con loro mutano i messaggi. O no?

Ci siamo posti questo interrogativo pensando di andare a guardare cosa succedeva cent’anni fa, nel 1911, per capire se i contenuti di fondo della pubblicità fossero così diversi. Continua a leggere Cent’anni ieri — Pubblicità nel 1911

Lo strano caso del Dottor Market

Bel tempo, pioggia, bel tempo, pioggia… Crisi, ripresa, Grecia, e poi chissà…?

Mai come in questo periodo le notizie politico economiche sono discordanti e ingessano letteralmente gli investimenti in qualsiasi forma di sviluppo. Insomma poche aziende hanno voglia di rischiare, anche se:
ne hanno la possibilità perché l’andamento generale degli affari sta migliorando
ne hanno bisogno perché la comunicazione e i modi per comunicare stanno cambiando velocemente
– in qualche caso non hanno scelta perché o cambiano marcia o non si agganceranno mai ad un trend di ripresa (da non confondersi con la crescita dei volumi che è un’altra cosa non necessariamente positiva)

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Business as usual?

Winston ChurchillDurante la seconda guerra mondiale, in una Londra sotto i bombardamenti tedeschi, Winston Churchill pronunciò un famoso discorso per esortare la popolazione inglese a condurre una vita normale nonostante le bombe.

Nei giorni successivi i negozi londinesi, riprendendo questo discorso, esposero cartelli con la scritta “Business as usual” intendendo con ciò che il loro spirito era più forte degli attacchi nemici.

Riprendendo l’espressione ai giorni nostri, sotto il bombardamento di una crisi che sembrerebbe essere giunta al termine, le aziende si interrogano sul proprio futuro: riprenderanno a fare “business as usual”? Continua a leggere Business as usual?

Omini azzurri: dai Puffi ad Avatar (passando per Nirvana)

avatar_filmIn questi giorni siamo tempestati da messaggi sul nuovo film in 3D di James Cameron: Avatar. Sorprendentemente (ma forse non troppo), molto materiale promozionale o merchandising non ha neppure più bisogno di riportare il titolo del film: è sufficiente un’immagine del guerriero azzurro per richiamare il brand.

L’iconografia dell’uomo azzurro non è nuova, e segue un percorso di successo: è blu il genio della lampada di Aladino (almeno nella versione Disney), sono blu i Puffi, è blu Amanda Sandrelli nella locandina di Nirvana di Salvatores, che con i personaggi di Avatar ha una forte somiglianza, dovuta all’origine iconografica comune (gli dei Kali e Shiva della tradizione induista). Continua a leggere Omini azzurri: dai Puffi ad Avatar (passando per Nirvana)

Davide VS Golia 6-4

davide_vs_goliaUno dei nostri più fidati ed esperti collaboratori ama affermare che “il marketing è la guerra in tempo di pace”.

Per quanto apparentemente radicale e politicamente scorretta, questa similitudine ha molti punti di interesse. Come per gli eventi bellici, il marketing prevede:
– una strategia generale e una serie di tattiche
– la pianificazione delle risorse
– la definizione dei fronti di attacco
– la propaganda
– la prontezza nel reagire a situazioni impreviste
.

Il teatro di guerra è il mercato, gli avversari i concorrenti, l’obiettivo il cliente. Continua a leggere Davide VS Golia 6-4

Englishman in Venice

Un copywriter inglese in Italia: intervista a Ivor Coward

ivor_coward

Oltre vent’anni fa un promettente copywriter lasciò la “Perfida Albione” per trasferirsi a Venezia e fondare Lexicon Translations. Laureato in economia presso l’università di Leicester, Ivor Coward ha maturato una lunga esperienza in vari ambiti delle traduzioni e in particolare nella scrittura pubblicitaria. Partecipa alle attività formative dell’Institute of Copywriting di Londra. Dal 2000 è anche Console Onorario per il Regno Unito per le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia.

In un sistema globale le differenze linguistiche spesso sono sottovalutate: si pensa che una volta scritto un testo in italiano sia sufficiente una corretta traduzione per comunicare verso altri mercati, ma nel processo spesso vanno persi significati, sfumature e giochi di parole di fondamentale importanza.

Per capirne di più sull’argomento abbiamo posto alcune domande ad Ivor. Continua a leggere Englishman in Venice