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	<title>Eden Exit blog</title>
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	<description>Eden Exit Srl - Cogli la prima Mail</description>
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		<title>Le PMI nella selva oscura – 3</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 07:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo della comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Un impasto di web e passaparola, un pizzico di branding ed una guarnitura di contenuti. Il tutto farcito da un buon prodotto o servizio e servito su un letto di comunicazione professionale non fredda.
Potrebbe essere la ricetta giusta per affrontare il mercato in modo vincente. Ma c&#8217;è un &#8220;ma&#8221;, anzi almeno un paio di &#8220;ma&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2012/02/dante3.jpg" style="float: left;" title="dante" width="280" height="346" class="alignleft size-full wp-image-812" />
<p style="text-align: justify;">Un impasto di <strong>web</strong> e <strong>passaparola</strong>, un pizzico di <strong>branding</strong> ed una guarnitura di <strong>contenuti</strong>. Il tutto farcito da un <strong>buon prodotto o servizio</strong> e servito su un letto di <strong>comunicazione professionale non fredda</strong>.</p>
<p>Potrebbe essere la ricetta giusta per affrontare il mercato in modo vincente. Ma c&#8217;è un &#8220;ma&#8221;, anzi almeno un paio di &#8220;ma&#8221;. <em>Come si traduce questa ricetta in azioni concrete? Cosa cambia in relazione allo specifico settore ed alla realtà aziendale?</em><br />
Queste sono le domande fondamentali che qualsiasi azienda si deve porre. Per darsi una risposta attendibile bisogna partire da altre tre domande: quelle che il cliente si chiede quando deve decidere se acquistare o meno da voi.</p>
<p> <strong>1 &#8211; Perché mi devo fidare di te?<br />
 2 &#8211; Quali vantaggi mi porta il tuo prodotto / servizio?<br />
 3 &#8211; Quanto costa?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A differenza di quanto si possa pensare, queste domande <em>non richiedono necessariamente delle risposte razionali.</em></p>
<p><span id="more-764"></span>Spesso il cliente compie scelte emozionali giustificandole poi in modo razionale. Tuttavia questi tre interrogativi vanno a trovare soddisfazione in diverse fasi della comunicazione. </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #009fe3;"><span style="font-size: medium;"><strong>L&#8217;approccio: fiducia ed utilità</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto, quando noi cerchiamo il cliente, dobbiamo compiere un doppio sforzo: convincerlo che quello che proponiamo gli può servire e che si può fidare di noi, prima ancora di proporgli il prezzo (anche se spesso è la prima cosa che viene chiesta). È un&#8217;impresa veramente ardua, tanto che la conversione di contatti in clienti è sempre più bassa, ove non nulla.<br />
Quando è il cliente che trova noi, e marketing e comunicazione oggi servono a questo, è in uno stato mentale diverso. <strong>Se ci ha contattati significa che abbiamo un&#8217;apertura di credito nei suoi confronti sia come fiducia sia come utilità dei servizi o prodotti proposti.</strong><br />
La barriera principale è rotta: ora è ancora molto difficile concludere la vendita e dobbiamo giocarci bene le nostre carte, ma maggiore è il consenso ed il senso di fiducia che siamo riusciti a trasmettergli prima di contattarci, tanto più grande sarà la possibilità che diventi un nostro cliente.<br />
Competenza e fiducia si trasmettono anche attraverso il fondamentale rapporto interpersonale, tuttavia quello che i ricercatori chiamano<em> &#8220;priming&#8221;</em>, corrispondente all&#8217;imprinting emozionale, è essenziale per quello che verrà dopo.<br />
La comunicazione<strong> &#8220;push&#8221; </strong><em>(da noi verso il cliente)</em> funziona molto bene solo se è preceduta da una comunicazione <strong>&#8220;pull&#8221;</strong> <em>(è il cliente che viene attirato da noi)</em>. </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #009fe3;"><span style="font-size: medium;"><strong>Il prezzo e la decisione</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il prezzo è una componente del marketing,</strong> posiziona un prodotto o servizio in modo categorico. Una volta definita una posizione, è quasi impossibile modificarla se non a costo di sforzi comunicativi ed economici molto rilevanti. In questo articolo non affrontiamo l&#8217;argomento del prezzo come leva strategica di marketing, tuttavia è utile sapere che il prezzo qualifica l&#8217;oggetto della vendita, in particolare <em>pone l&#8217;asticella per quello che si valuterà prima e dopo.</em><br />
 Se siete i primi, sarete la pietra di paragone nella scelta del cliente, quasi sicuramente non razionale ma basata sul contrasto tra paura della perdita di denaro e volontà di beneficiare dei vantaggi. </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #009fe3;"><span style="font-size: medium;"><strong>Come proporsi al mercato</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Se siete un&#8217;azienda di vendita diretta al cliente finale <em>(es. retail)</em>, basata sul territorio, le strade sono moltissime <em>(ad esempio sistemi come Groupon o il classico ma sempre funzionale depliant)</em> e strettamente <strong>correlate alla realtà territoriale </strong>che necessità di un progetto studiato ad hoc.<br />
Per le aziende di produzione e distribuzione, così come i B2B, non necessariamente legate ad uno o più punti vendita, è più agevole schematizzare alcuni <strong>percorsi di sicura utilità.</strong><br />
Nella parte 2 di questo articolo abbiamo definito web e passaparola come veicoli fondamentali per raffrontarsi con i clienti.<br />
Posto di avere un&#8217;immagine quantomeno presentabile che infonda fiducia, le azioni per essere efficaci sul web sono fondamentalmente cinque:<br />
<em>- avere un sito ottimizzato per i motori di ricerca e costantemente aggiornato con molti nuovi contenuti<br />
- lavorare sul posizionamento del proprio sito in relazione alle parole chiave essenziali (e/o attivare campagne pay-per-click)<br />
- essere presenti ed attivi sui social network<br />
- inviare periodicamente delle newsletter alla propria mailing list<br />
- collegare continuamente tra loro con rimandi incrociati i tre punti precedenti.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il web di per se è uno straordinario <strong>veicolo di passaparola</strong>, ma ha anche memoria breve in quanto il continuo <em>turnover di informazioni rende la vita del contenuto abbastanza limitata nel tempo</em> (anche se poi può continuare a lavorare sottotraccia per anni). Questo richiede una produzione costante di articoli che vadano a <em>rinnovare le bacheche nei social network</em> e richiamino più frequentemente <em>le visite dei motori di ricerca.</em></p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;altro canto il passaparola più potente è quello verbale, pertanto l&#8217;utilizzo del web come <strong>aggregatore di persone per eventi sul territorio</strong> <em>(manifestazioni, seminari, presentazioni, convegni, ecc.)</em> oppure per l&#8217;organizzazione di concorsi a premi legati alla realtà fisica piuò rappresentare un grande strumento promozionale a costi decisamente contenuti.<br />
<em>Pensate ad esempio ad una sponsorizzazione sportiva:</em> coinvolge già di per sè una cerchia piuttosto allargata tra giocatori, parenti, supporter, cittadinanza. Può essere legata al sito web della squadra ed aziendale, con concorsi per i tifosi attraverso i social network che si concludono nei punti vendita. <strong>La chiave è l&#8217;integrazione dei sistemi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #009fe3;"><span style="font-size: medium;"><strong>Qualcosa da dire</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, la vera forza di un&#8217;azienda sul mercato sta nel volume di informazioni di qualità che riesce a produrre. La conoscenza, opportunamente pubblicata, significa penetrazione sul mercato, maggiore visibilità sia online sia offline e conseguentemente crescita.</p>
<p> <strong>Per vincere, è fondamentale avere qualcosa da dire.</strong></p>
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		<title>Paradiso perduto: &#8220;Nudi alla meta&#8221;</title>
		<link>http://blog.edenexit.com/2012/01/26/paradiso-perduto-nudi-alla-meta/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 12:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-822   aligncenter" title="Stampa" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2012/01/nudi_alla_meta.jpg" alt="" width="580" height="410" /></p>
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		<title>Le PMI nella selva oscura &#8211; 2</title>
		<link>http://blog.edenexit.com/2012/01/25/le-pmi-nella-selva-oscura-parte-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 07:49:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo della comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Per poter approfondire le leve strategiche di marketing in uno scenario mutato è necessario fare chiarezza su due fraintendimenti riguardo al web.
Il web non è uno strumento
Molti, in particolare appartenenti alla generazione dei Baby Boomers (indicativamente dai 45 ai 65 anni), hanno la percezione che il web sia uno strumento come altri per comunicare. Questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-808" style="float: left;" title="dante" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2012/01/dante2.jpg" alt="" width="280" height="346" />Per poter approfondire le leve strategiche di marketing in uno scenario mutato è necessario fare chiarezza su due fraintendimenti riguardo al web.</p>
<p><span style="color: #009fe3;"><strong><span style="font-size: medium;">Il web non è uno strumento</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Molti, in particolare appartenenti alla generazione dei <em>Baby Boomers (indicativamente dai 45 ai 65 anni)</em>, hanno la percezione che il web sia <strong>uno strumento come altri per comunicare</strong>. Questo non corrisponde alla realtà: nel web il messaggio e lo strumento convergono e i mezzi di comunicazione tenderanno sempre di più ad essere usufruiti con  modalità prossime a quelle di smartphone e tablet. <strong>Insomma il proprio collegamento costante con il  mondo, con le dimensioni della vecchia agenda.</strong> Per di più si può tranquillamente affermare che il web congloba diversi canali di comunicazione con differenze anche marcate. I messaggi? Avranno vita brevissima in una visione di  lunghissimo periodo!<br />
 <em>Sappiamo che molti boomers non saranno d&#8217;accordo, ma questa è la realtà che già esiste e sempre più si imporrà.</em></p>
<p><span id="more-753"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #009fe3;"><strong><span style="font-size: medium;">Il web non è autoreferenziale</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Specialmente la nuova generazione non concepisce il web come un mondo a parte, ma come una <strong>connessione con il mondo fisico</strong> <em>(recenti ricerche hanno evidenziato come nella maggior parte delle persone i comportamenti su Facebook corrispondano a quelli reali, in particolare nei giovani).</em> Si vuole cercare di comprendere, esplorare e sfruttare le opportunità condividendo con altri le proprie esperienze. In questo senso Internet funziona anche da <strong>coscienza collettiva</strong>, e presumibilmente come ogni organismo sviluppa anche gli anticorpi per ridurre le criticità.<br />
Ci si incontra, si valuta cosa il mondo (o il mercato) ci offre, cosa fare domani, come vestirsi, come divertirsi, come lavorare, anche in base a quello che possiamo trovare sul web: <strong>che è molto, gratuito, e infinitamente più di quanto potremmo sapere da soli.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #009fe3;"><strong>Azioni brevi, vista lunga</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Alle aziende piacciono le azioni brevi: appagano perché si riescono a <em>valutarne velocemente i risultati</em> e <em>non richiedono un impegno finanziario ma ancor più psicologico di lunga durata.</em><br />
 Ma le azioni brevi sono un terno al lotto, esponenzialmente di più se esulano da una visione di lungo periodo, strategica.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #009fe3;"><strong><span style="font-size: medium;">L&#8217;immagine</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Lo abbiamo scritto e non ci stancheremo mai di ripeterlo: per poter impostare una strategia di comunicazione servono basi solide. <strong>Nome, cognome e aspetto.</strong><br />
 <em>Preferireste fidarvi di un barbone di nome Cisternino Scannagatti o di un distinto signor Luca Nobili?</em><br />
Contrariamente al detto, spesso <em>&#8220;l&#8217;abito fa il monaco&#8221;</em>, pertanto un investimento sarà tanto più redditizio nel lungo periodo quanto potrà appoggiarsi su <strong>un&#8217;immagine professionale</strong>, e conseguenti comportamenti, che infondano fiducia nel cliente.<br />
 Per dirla tutta, se avete un logo orribile ed un&#8217;immagine da sottoscala difficilmente otterrete  risultati nello scenario attuale ed ancor più in futuro.<em> Il look trasmette qualità, può fare la differenza nella scelta del partner.</em><br />
Impariamo dalla natura: gli animali (e non solo loro) tendono a scegliere il partner più bello e forte per l&#8217;accoppiamento.<strong> Così anche nella giungla del mercato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #009fe3;"><strong>I contenuti</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scrivere, fotografare, documentare.</strong> Le persone ricercano per parole e dovete mettervi in grado che le trovino presso di voi. Le persone sono attratte dalle immagini e dovete mettervi in grado di attrarle a voi.<br />
Le regole sono semplici ma il 99% delle aziende va in crisi perché non è mai stata abituata a produrre contenuti al di là degli aspetti meramente tecnici. Un grande numero di imprese ha addirittura<em> difficoltà a descrivere la propria attività</em> e spesso si trincera dietro un minimalismo &#8220;volontario&#8221; per la paura di non sapere cosa comunicare.<br />
 <strong>Un grande errore, fatale in prospettiva.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Contenuti di qualità sul proprio settore, originali e non copiati (eventualmente ispirati) servono per due motivi essenziali:<br />
 <em>- i motori di ricerca funzionano per parole, più ne hai più c&#8217;è la possibilità che qualcuno ti visiti. Inoltre un sito con molti contenuti viene considerato di maggior valore e pertanto si posiziona con più facilità in testa alle ricerche;<br />
- trasmettere contenuti al mercato significa offrire un servizio gratuito e comunicare competenza, elemento essenziale del branding di lungo periodo.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La produzione di contenuti da pubblicare via web (e/o da stampare in un magazine aziendale) ha benefici straordinari nel lungo periodo, ma non ci aspettiamo risultati oggi. <em>Se avete intenzione di chiudere l&#8217;azienda entro due anni, è tempo sprecato.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella terza ed ultima parte affronteremo le strategie di corto, medio e breve periodo per l&#8217;approccio al  mercato.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le PMI nella selva oscura &#8211; 1</title>
		<link>http://blog.edenexit.com/2012/01/19/le-pmi-nella-selva-oscura-parte-1/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 07:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo della comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era  smarrita.&#8221;
Firmato Dante Alighieri o una delle molte PMI che di fronte a grandi cambiamenti faticano a trovare la chiave giusta per aprire le porte del mercato. &#8220;Ricerca clienti&#8221; è l&#8217;imperativo, ma per molti (in particolare chi si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-806" style="float: left;" title="dante" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2012/01/dante1.jpg" alt="" width="280" height="346" />&#8220;Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era  smarrita.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Firmato Dante Alighieri o una delle molte PMI che di fronte a grandi cambiamenti faticano a trovare la chiave giusta per aprire le porte del mercato. <strong>&#8220;Ricerca clienti&#8221;</strong> è l&#8217;imperativo, ma per molti (in particolare chi si occupa di B2B) la frase è mal  posta: <strong>oggi sono i clienti che trovano te.</strong></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #009fe3;"><strong>Lo scenario attuale</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">A giudizio unanime, da Monti all&#8217;uomo della strada, si dice che <strong>le PMI sono la parte più vitale dell&#8217;economia</strong>. Allo stesso tempo si afferma che dovrebbero fare investimenti ed associarsi per crescere di dimensione. Più facile a dirsi che a farsi: ripresa, poi crisi, poi stagnazione, poi recessione si alternano con preoccupante ciclicità e non è facile <em>prevedere quello che ci aspetta.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Gli investimenti latitano e la voglia di associarsi non è molta, specie in un momento in cui non si ha forza contrattuale.<span id="more-720"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Diciamolo chiaramente</strong>: per uscire da questa situazione ci vorranno almeno 10 anni, quindi è meglio <strong>pensare fin da subito</strong> ad un modo diverso di porsi rispetto al mercato con esiti felici. L&#8217;importante è impostare una visione strategica di lungo periodo ed essere pronti a <em>cambiare velocemente tattiche.</em></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #009fe3;"><strong>I clienti</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Arriveranno sempre meno attraverso i canali di vendita tradizionali. Ciò non significa che agenti, punti  vendita, ecc, siano sorpassati, tutt&#8217;altro. <em>Senza di loro non si sopravvive.</em><br />
 Il rapporto con la forza vendita e la distribuzione si evolve però verso un prodotto-servizio che fidelizza il cliente acquisito e può conquistarne di nuovi, sia nel B2C sia nel B2B. Ma questo potrà essere oggetto di un ulteriore approfondimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Le PMI italiane sono storicamente abituate a trattare con il mercato in termini che se da un lato sono molto essenziali <em>(richiesta-preventivo-ordine, pagare moneta &#8211; dare cammello)</em>, dall&#8217;altro adottano strumenti di <em>persuasione personale agente-cliente</em>, non di rado al limite della ragionevole professionalità. <strong>Fatti amico il cliente e il resto vien da sè: funzionava!</strong> Ora molto meno.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mercato è già globale e ci sono interlocutori molto più capaci e attrezzati a farsi amici i clienti. <em>La clientela tradizionale sta cambiando faccia</em>, sia per il passaggio generazionale sia per mutati assetti aziendali ed internazionalizzazione. Ciò comporta che ci siano valutazioni su nuove partnership e che situazioni consolidate possano ribaltarsi velocemente.</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #009fe3;"><strong>La ricerca dei fornitori</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">È curioso il fatto che nella ricerca di un fornitore si adottino determinate procedure, mentre quando ci si interroga su <strong>come trovare un cliente</strong> vengano applicate logiche diverse. Il cliente ti cerca esattamente allo stesso modo in cui tu cercheresti un fornitore.<br />
 <strong> Per lo più, via passaparola e via web.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si noti: il cliente &#8220;cerca&#8221;, non &#8220;è cercato&#8221;. Questo è un cambiamento epocale ed un enorme vantaggio dal punto di vista del ritorno degli investimenti: <em>un cliente che ti cerca è già interessato</em>. Il problema ora viene spostato su un nuovo piano: come porsi in una posizione tale da essere trovati?</p>
<p style="text-align: justify;">Tutta la comunicazione è essenziale per infondere quella fiducia che serve a trasformare il  contatto in interesse e a diffondere consenso verso il brand, ma nulla ha un peso numericamente rilevante come <em>passaparola e web nel primo contatto</em> (salvo non avere capitali pubblicitari così ingenti per agire su quantità elevatissime di clienti, e non è solitamente il caso delle PMI).</p>
<p style="text-align: justify;">Parlare di web e di passaparola tuttavia significa tutto e nulla: in gran parte il web è passaparola. Vi possono rientrare una moltitudine di attività come ad esempio:<br />
 <em>- attività sui blog e sui social network<br />
- consigli da cliente a cliente<br />
- posizionamento sui motori di ricerca<br />
- campagne pay per click<br />
- concorsi<br />
- eventi territoriali<br />
- sponsorizzazioni sportive o culturali<br />
- seminari e convegni<br />
- e-mail marketing</em></p>
<p style="text-align: justify;">Agire sul passaparola e sul web significa anche <strong>fare branding</strong>, cioè su benefici di lungo periodo non necessariamente legati ad un riscontro immediato, per quanto auspicabile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella seconda parte, la settimana prossima, parleremo più diffusamente delle modalità di utilizzo di questi strumenti.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Paradiso perduto: “Età pensionabile”</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 09:58:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-715  aligncenter" title="Età pensionabile" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2012/01/eta_pensionabile.jpg" alt="" width="580" height="421" /></p>
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		<title>Sul web, la generazione fa la differenza!</title>
		<link>http://blog.edenexit.com/2012/01/03/sul-web-la-generazione-fa-la-differenza/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 14:17:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo della comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Boomers, Gen X o Millennials? Di che generazione sei?
 
 
Riprendendo un interessante articolo di Susan Weinschenk, analizziamo i diversi approcci alla tecnologia e al web design tra le tre generazioni maggiormente &#8220;attive&#8221; nel mercato del lavoro.Innanzitutto, è utile fare chiarezza sul concetto di generazione e su quelle che andremo a prendere in esame.  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-695" style="float: left" title="generazioni" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2011/12/generazioni.jpg" alt="" width="300" height="220" />Boomers, Gen X o Millennials? Di che generazione sei?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Riprendendo un interessante articolo di <a href="http://www.whatmakesthemclick.net" target="_blank"><em>Susan Weinschenk</em></a>, analizziamo i diversi approcci alla tecnologia e al web design tra le tre generazioni maggiormente <em>&#8220;attive&#8221;</em> nel mercato del lavoro.<br/>Innanzitutto, è utile fare chiarezza sul concetto di generazione e su quelle che andremo a prendere in esame.  A grandi linee il termine generazione si può intendere in due modi:<br />
 <em>- l&#8217;insieme delle persone che hanno vissuto eventi caratterizzanti (come i movimenti del &#8216;68) che ne hanno plasmato il pensiero e le abitudini culturali e sociali;<br />- il periodo di tempo che intercorre tra la nascita dei genitori e quella dei loro figli.</em><span id="more-687"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In questa sede ci concentreremo su tre di esse:</p>
<ul>
<li><strong>Baby Boomers (nati tra il 1945 e il 1964);</strong></li>
<li><strong>Generation X (nati tra il 1965 e il 1980);</strong></li>
<li><strong>Millennials (nati dal 1981 in poi).</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Quando si pensa ad una presenza sul web, bisogna tenere conto del proprio (o dei propri) target di riferimento avendone ben presenti i differenti approcci alla tecnologia.</p>
<p style="text-align: justify;">Va fatta una premessa per ognuno dei tre gruppi indicati:</p>
<ul>
<li><strong>i Baby Boomers</strong> sono cresciuti e hanno vissuto gran parte della loro vita in un sistema che prevedeva una separazione temporale tra le varie attività della giornata (lavoro, casa, sport, ecc). Il loro sistema di pensiero è prevalentemente sequenziale, tende a mettere in fila i vari aspetti da analizzare (così come il principale metodo di apprendimento della loro infanzia, il libro);</li>
<li><strong>i Gen X</strong> sono cresciuti in un sistema che ha visto l&#8217;avvento di grandi cambiamenti sociali, comunicativi e tecnologici. Sono un gruppo ibrido, che ricorda i libri così come i video ed ha iniziato la propria vita lavorativa con le tecnologie;</li>
<li><strong>i Millennials</strong> hanno sempre vissuto in un mondo tecnologico, tanto che non usano il termine &#8220;tecnologia&#8221; in quanto questa è implicita nella loro vita. Sono il gruppo più globalizzato, con minori differenze tra aree geografiche ed etnie.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Detto ciò, passiamo a vedere le differenze che emergono rispetto alle tecnologie (emerse da una ricerca della succitata studiosa Statunitense):</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #00bfff;"><span style="color: #eb008a;"><strong>1. Dualismo contro ubiquità</strong></span> </span>- I Baby Boomers ritengono la tecnologia una cosa a parte. Loro &#8220;vanno su Internet&#8221;, &#8220;chiamano al cellulare&#8221;, cercano &#8220;sul computer&#8221;. Marcano una distinzione tra l&#8217;azione e lo strumento utilizzato. I Millennials non prevedono questa separazione: cercano qualcosa &#8220;naturalmente&#8221; sul computer (esistono altre opzioni?), fanno una chiamata a qualcuno, la tecnologia è implicita.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #eb008a;"><strong>2. Amore e paura</strong></span> &#8211; I Gen X vivono con la tecnologia, la usano per essere più produttivi, gli piace personalizzarla. Sono il gruppo maggiormente innamorato della tecnologia ma allo stesso tempo se ne sentono intrappolati. I Baby Boomers invece ricordano bene la vita senza tecnologia, ne possono essere assuefatti ed innamorati ma anche più facilmente lasciarla da parte. I Millennials hanno integrato più degli altri la tecnologia nelle loro vite ma allos tesso tempo sono quelli che si pongono il problema: &#8220;Dovremmo parlare di più invece di usare tutti questi sms&#8221;, vogliono ritornare ad essere personali.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #eb008a;"><strong>3. La dimensione dei font</strong></span> &#8211; Tutte le generazioni odiano i caratteri troppo piccoli online, non solamente i Baby Boomers come ci si potrebbe attendere.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #eb008a;"><strong>4. Elementi in movimento</strong></span> &#8211;  Ai Baby Boomers proprio <strong>NON PIACCIONO</strong> le cose che si muovono e scorrono su una pagina web. Questa è una seria ragione per fargli abbandonare un sito. I Gen X hanno un atteggiamento neutrale rispetto agli elementi in movimento e i Millennials trovano che una pagina web sia noiosa senza di essi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #eb008a;"><strong>5. Interessante e divertente</strong></span> &#8211; I Millennials si aspettano che un sito sia interessante o ancor meglio divertente. Gli altri due gruppi sono disposti a rinunciare al divertimento se il sito può essere personalizzato per loro (Gen X) o utile (Boomers).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #eb008a;"><strong>6. Twitter e Facebook</strong></span> &#8211; I Gen X amano Twitter, i Millennials preferiscono Facebook, i Boomers li cercano entrambi ma sono ancora disorientati.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #eb008a;"><strong>7. I Gen X sono in minoranza</strong></span> &#8211; Nei soli Stati Uniti i Boomers sono 78 milioni e i Millennials 80 milioni. I Gen X sono un gruppo molto più piccolo, di 55 milioni (a livello italiano questa statistica può essere leggermente diversa, ma globalmente è molto attendibile).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #eb008a;"><strong>8. I Gen X progettano per altri</strong></span> &#8211; La maggior parte dei progetti web viene sviluppata da persone appartenenti alla Generazione X, mentre i fruitori appartegono in misura predominante agli altri due gruppi! Questo richiede un approccio senza pregiudizi da aprte dei designer Gen X.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #eb008a;"><strong>9.  I Millennials si identificano di più con le persone</strong></span> &#8211; Se un sito pubblica immagini di persone, i Millennials sono i più sensibili all&#8217;aspetto e soprattutto all&#8217;età di chi è rappresentato. Non pochi Millennials escono subito da un sito perché la persona presentata è &#8220;troppo vecchia&#8221; (anche 35 anni può significare &#8220;vecchio&#8221;) e quindi non ritengono che il sito sia progettato per loro.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #eb008a;"><strong>10. Gli sviluppi</strong></span> &#8211; Si potrebbe pensare che tutte le generazioni in ultima analisi tendano ad uniformarsi con l&#8217;età, ma in questo caso ci sono molti dubbi in quanto le differenze sembrano molto radicate. I Millennials non vogliono diventare Gen X così come i Gen X non diventeranno Baby Boomers.<br/></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #009fe3;"><strong>Altre ricerche</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Una seconda indagine Americana, condotta da AARP, riguarda gli stimoli che motivano le tre generazioni sul posto di lavoro:</p>
<ul>
<li><strong>i Baby Boomers</strong> sono motivati quando i manager gli indicano come fare la differenza ed essere coinvolti. Le frasi chiave sono: <em>&#8220;la tua opinione è molto considerata&#8221;, &#8220;puoi lavorare quanto desideri&#8221;, &#8220;il tuo contributo sarà riconosciuto&#8221;, &#8220;abbiamo bisogno di te&#8221;</em>;</li>
<li><strong>i Gen X</strong> sono motivati quando i superiori gli permettono di portare a termine i compiti in modo personalizzato. Apprezzano messaggi come: <em>&#8220;puoi fare come desideri&#8221;, &#8220;abbiamo nuovi computer e software&#8221;, &#8220;non abbiamo molte regole&#8221;;</em></li>
<li><strong>i Millennnials</strong> vengono motivati allorquando i loro capi collegano le loro azioni alla propria carriera ed obiettivi personali. Le frasi più apprezzate sono: <em>&#8220;lavorerai con altre persone brillanti e creative&#8221;, &#8220;tu e i tuoi colleghi potete aiutarci a cambiare l&#8217;azienda&#8221;, &#8220;qui puoi essere protagonista&#8221;.</em></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Uno studio del <em>Dott. Adam Gazzaley</em> si è invece concentrato sulle differenze tra un cervello più giovane ed uno più vecchio nella memorizzazione, utilizzando  un sistema fMRI <em>(scansione cerebrale)</em>. Ne è risultato che <strong>il cervello più vecchio è meno capace di sopprimere le informazioni irrilevanti</strong>, pertanto in una situazione di distrazione (eccesso di informazioni) <strong>si &#8220;programma&#8221; per l&#8217;interruzione</strong>. Una ricerca analoga ha anche suggerito che questo effetto sia da attribuirsi al lento declino della velocità nel processo neurale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #009fe3;"><strong>La sintesi</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Le ricerche sembrerebbero convergere verso alcune caratteristiche chiave delle generazioni:</p>
<ul>
<li><strong>per i Baby Boomers</strong> le parole chiave sono <em>&#8220;ordine e semplicità&#8221;, &#8220;riconoscimento personale&#8221;</em>;</li>
<li><strong>per i Gen X</strong> le parole chiave sono <em>&#8220;libertà&#8221;, &#8220;personalizzazione&#8221;</em>;</li>
<li><strong>per i Millennnials</strong> le parole chiave sono <em>&#8220;identificazione&#8221;, &#8220;obiettivi di gruppo&#8221;</em>.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #009fe3;"><strong>La nostra esperienza</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">I punti riportati sono sostanzialmente in linea con le nostre esperienze. In Eden Exit siamo prevalentemente <em>Gen X </em>ed i nostri clienti sono per lo più <em>Baby Boomers e Gen X</em> loro stessi; in particolare è estremamente evidente nel primo dei due gruppi la <strong>separazione tra azione e strumento</strong> e la <strong>forte insofferenza rispetto a design articolati di pagine web</strong> (al limite del rifiuto). Per quanto riguarda i Social Network invece, anche a causa di un certo ritardo nell&#8217;utilizzo di Twitter che si sta colmando solo da poco, <em>Facebook in Italia resta la piattaforma dominante</em> e preferita da tutti (non è escluso che ciò possa anche essere dovuto ad una specificità nazionale).</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Che ne pensi? Di quale generazione sei? Credi che il design dei siti tenga conto delle differenze generazionali?</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le tre variabili</title>
		<link>http://blog.edenexit.com/2011/12/27/le-tre-variabili/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 07:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo della comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Come in tutti i mercati, anche comunicazione e marketing non si sottraggono al tiramolla tra richieste del cliente e disponibilità del fornitore. Semmai propro questa tipologia di servizi è soggetta ad una particolare pressione riguardo ai tempi di consegna che devono generalmente essere &#8220;just before time&#8221; perché spesso (e non sempre a ragione) si trovano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-604" style="float: left;" title="tqc" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2011/11/tqc.jpg" alt="" width="265" height="235" />Come in tutti i mercati, anche comunicazione e marketing non si sottraggono al <em>tiramolla</em> tra <strong>richieste del cliente e disponibilità del fornitore</strong>. Semmai propro questa tipologia di servizi è soggetta ad una particolare pressione riguardo ai tempi di consegna che devono generalmente essere <em>&#8220;just before time&#8221;</em> perché spesso (e non sempre a ragione) si trovano penalizzate <em>in quanto a valle di una serie di processi decisionali.</em></p>
<p style="text-align: justify;">In una situazione ideale, il marketing viene coinvolto <strong>ragionevolmente presto</strong> nelle strategie aziendali <em>(nella fase di strutturazione di nuovi prodotti e servizi o di apertura verso nuovi mercati)</em> in modo tale da poter comprendere l&#8217;oggetto del comunicare, analizzarlo e conseguentemente <strong>proporre delle strategie a ragion veduta</strong>.<span id="more-602"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante anche in Italia finalmente inizi a farsi strada nelle aziende una <strong>visione strategica della comunicazione</strong> <em>(e come Eden Exit lavoriamo sui clienti e per i clienti a questo scopo)</em>, è tuttavia frequente la richiesta di supporto a <em>tempi brevissimi</em> che introduce problematiche non semplici.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi sono due situazioni ben distinte in cui queste urgenze si vanno ad inserire:</p>
<ul>
<li><em><strong>nel caso vi siano un&#8217;immagine ed una strategia di comunicazione ben impostate</strong>, il nuovo &#8220;messaggio&#8221; può trovare una sua collocazione con relativa facilità in quanto le componenti di forma e stile nei contenuti sono già definite. In questo caso si tratterà per lo più di lavorare sul concetto del messaggio da trasferire o più banalmente sull&#8217;adattamento grafico;</em></li>
<li><em><strong>nel caso sia assente una base su cui lavorare</strong>, ci si affida alla trovata che può essere più o meno valida ma che è giocoforza di breve respiro. In questo caso bisogna per così dire &#8220;inventarsi&#8221; tutto, il che espone a una serie di conseguenze non facilmente prevedibili.</em></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">In sostanza, senza un&#8217;analisi preventiva e un contesto strutturato, la comunicazione potrà essere <em>&#8220;bella&#8221; o &#8220;interessante&#8221;</em>, ma non sufficientemente oggettiva e soprattutto persistente. Ciò non significa che non sia necessario a volte agire in tempi stretti <em>(giorni o addirittura ore) </em>per cogliere delle opportunità, ma che questa deve rappresentare <strong>l&#8217;eccezione e non la regola.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sfortunatamente il mercato della comunicazione, e quello italiano in particolare, è stato fortemente danneggiato dalla <strong>scarsa affermazione della figura professionale di consulente in comunicazione</strong>, tanto che ancora oggi chi lavora nel settore viene spesso etichettato come <em>&#8220;grafico pubblicitario&#8221;</em>, mentre è ben chiara nelle persone la differenza tra <em>&#8220;architetto&#8221;</em>, <em>&#8220;ingegnere&#8221;</em> e <em>&#8220;geometra&#8221;</em> (quantomeno a grandi linee).</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò ha comportato che molti <em>self-made-experts</em> potessero proporre comunicazione e grafica di <em>pessima fattura, realizzata velocemente e a basso costo (e basso investimento).</em></p>
<p style="text-align: justify;">La scarsa capacità di comprendere <em>la qualità, l&#8217;importanza e l&#8217;efficacia della comunicazione</em> è uno dei motivi <em>(e neppure il meno importante)</em> per i quali molte aziende italiane, ed in particolare le PMI, <strong>hanno pagato dazio in termini di competitività internazionale.</strong> Ora sta cambiando qualcosa, ma i tempi per una definitiva presa di coscienza saranno necessariamente lunghi, in parte legati ad un <em>passaggio generazionale.<br />
 </em></p>
<p style="text-align: justify;">A livello generale, ci sono <strong>tre variabili</strong> che <em>(in comunicazione come in altri servizi)</em> vanno a costituire un progetto:</p>
<ul>
<li><strong><em>qualità,</em></strong></li>
<li><strong><em>tempo,</em></strong></li>
<li><strong><em>prezzo.</em></strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Tutti noi quando ci troviamo dalla parte del cliente ci aspettiamo un servizio economico, veloce e a basso costo. Ma ciò è possibile solamente nelle situazioni di <em>prodotto-servizio </em><em>replicabili</em> <em>&#8220;in toto&#8221;</em> o quasi. Dove interviene una <strong>componente progettuale</strong>, si devono privilegiare due variabili su tre.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi se si vuole un servizio <em>veloce ed economico</em> ecco che la qualità scenderà necessariamente, così come se vogliamo <em>qualità ad un buon prezzo</em> ci dovremo aspettare tempi lunghi e se desideriamo<em> qualità e velocità</em> il conto sarà più salato.</p>
<p style="text-align: justify;">Come regola generale, inoltre, più <strong>la comunicazione aziendale è già ben impostata</strong>, minore sarà la differenza tra le due variabili scelte e quella penalizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludendo, <strong>analisi e pianificazione </strong>significano sempre risparmio e maggiore qualità: <em>un investimento a monte per poter fare di più, più velocemente e con meno risorse a valle.</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Paradiso perduto: &#8220;Il parco&#8221;</title>
		<link>http://blog.edenexit.com/2011/12/19/paradiso-perduto-il-parco/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 16:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-680  aligncenter" title="Il parco" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2011/12/ilparco.jpg" alt="" width="580" height="411" /></p>
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		</item>
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		<title>Ma il marketing esiste ancora&#8230;?</title>
		<link>http://blog.edenexit.com/2011/12/15/ma-il-marketing-esiste-ancora/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 20:22:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo della comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa abbiamo partecipato ad un incontro con Antonio Campo Dall&#8217;Orto, Vicedirettore di MTV International e figura di grande rilievo nel panorama televisivo (e non solo, visto il recente intervento alla convention di Matteo Renzi) italiano.
Uno dei principali temi affrontati è stata la seguente domanda: &#8220;Ha ancora senso parlare di marketing?&#8221;
Se ci riferiamo ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2011/12/marketing.jpg" alt="" style="margin-right: 15px; float: left;" title="marketing" width="300" height="250" class="alignleft size-full wp-image-660" />Qualche giorno fa abbiamo partecipato ad un incontro con <strong>Antonio Campo Dall&#8217;Orto</strong>, Vicedirettore di MTV International e figura di grande rilievo nel panorama televisivo <em>(e non solo, visto il recente intervento alla convention di Matteo Renzi)</em> italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei principali temi affrontati è stata la seguente domanda: <strong>&#8220;Ha ancora senso parlare di marketing?&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se ci riferiamo ad esempio alle <strong>ricerche di mercato</strong>, è molto cambiata la modalità utilizzata dalle (grandi) aziende di ottenere dati sul gradimento dei clienti per fare le proprie mosse di conseguenza.<span id="more-622"></span></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-604" style="margin-left: 15px; float: right;" title="focus" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2011/12/grafico.jpg" alt="" width="300" height="200" />Inizialmente ci si rivolgeva ad <strong>interviste dirette ai clienti</strong> che, ancora piuttosto scevri da condizionamenti, fornivano risposte attendibili. Si è poi passati ai <strong>&#8220;focus group&#8221;</strong>, cioè riunioni nelle quali persone prese a campione si esprimevano liberamente su argomenti dati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema sta nel fatto che <em>le persone sono sempre più smaliziate</em> rispetto alle domande poste: questa presa di coscienza fa sì che anche risposte date in buona fede siano in realtà <strong>totalmente irrilevanti come indicazione per i reali comportamenti futuri.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un <em>&#8220;sì&#8221; </em>o <em>&#8220;no&#8221;</em> forniti in un contesto di ricerca razionale possono essere confermati o completamente ribaltati nella vita reale, senza possibilità di previsione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il &#8220;marketing&#8221; si sta rivolgendo <em>all&#8217;antropologia, ove non alla psicologia e medicina</em>, per capire quali siano le aree del cervello che vengono attivate in conseguenza di determinati stimoli. In questi casi sono sempre più usati i sistemi di <em>Brain Scanning </em>che consentono di valutare le risposte a livello subconscio: è il <strong>Neuromarketing</strong>, non una novità, ma ne parleremo in un prossimo futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-628" style="margin-right: 15px; float: left;" title="antoniocampodallorto" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2011/12/antoniocampodallorto.jpg" alt="" width="171" height="171" /><strong>Campo Dall&#8217;Orto</strong> afferma che oramai il termine &#8220;Marketing&#8221; può sì andare a definire i comportamenti di ricerca e comunicazione aziendale nel loro complesso, ma è <strong>svuotato nel suo senso classico di indagine e valutazione di mercato</strong>: <em>il proliferare dei mezzi di comunicazione, la frammentazione della società e il cambiamento nei comportamenti non rendono più possibile metodologie di lavoro classiche. </em>Quantomeno non le rendono attendibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il vicedirettore di MTV, il marketing è oggi più che mai l&#8217;osservazione della realtà <em>(sempre più globale e polarizzata in particolare nella generazione dei Millennials)</em>, l&#8217;analisi dei trend sociali e l&#8217;adeguamento agli stessi, pur in una visione strategica.</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2011/12/ipad.jpg" alt="IPad" style="float: right;" title="ipad" width="300" height="219" class="alignright size-full wp-image-651" />Del resto, è difficile dargli torto sapendo che tra un mese, una settimana o un giorno potrebbe uscire un nuovo apparato tecnologico che <strong>in tre mesi cambia la comunicazione mondiale</strong>, oppure nuovi sistemi di navigazione su internet o quant&#8217;altro che possono stravolgere tutto.<br />
<em>Pensiamo all&#8217;IPad e alla scelta di Apple di escludere la lettura dei file in Flash</em>: fino a un anno fa Flash era ancora di gran moda per chiuque volesse un sito &#8220;trendy&#8221; <em>(lasciamo stare l&#8217;utilità e le limitazioni)</em>, ora <strong>non lo vuole più nessuno</strong> e chi ce l&#8217;ha vuole dismetterlo. Ne parleremo in un prossimo post, ma una cosa che è stata sulla cresta dell&#8217;onda per più di 10 anni <em>sta scomparendo in pochi mesi</em>, e non è il primo caso.</p>
<p style="text-align: justify;">Oramai <strong>la comunicazione viaggia su tutto e su niente</strong>, e questa complessità richiede sì rapidità di risposta ma anche una capacità di analisi di scenario piuttosto che sulle singolarità.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-604" style="margin-left: 15px; float: right;" title="focus" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2011/12/volo.jpg" alt="" width="300" height="200" /><strong>Sorge un altro grande punto di domanda: ha senso una facoltà di &#8220;scienze delle comunicazione&#8221; impostata come un corso di studi tradizionale? Chi è l&#8217;esperto di marketing? Che competenze deve avere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Psicologia, immagine, gestione commerciale, tecnologie (anche se questo è un termine definito &#8220;vecchio&#8221;), una grande apertura mentale e flessibilità, conoscenza del mondo, di svariati mercati e delle loro dinamiche, del mondo dei media e delle loro dinamiche, anche economiche. <em>Insomma, tanta roba, forse troppa</em>. L&#8217;alternativa è poter riuscire a <strong>lavorare in rete</strong>, integrando diverse competenze ma anche qui, soprattutto per un italiano tendenzialmente auto-referenziale, non è scontato.</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2011/12/villaggioglobale.jpg" alt="" style="margin-right: 15px; float: left;" "title="villaggioglobale" width="171" height="171" class="alignleft size-full wp-image-656" />Per le aziende invece è importante <strong>tornare all&#8217;idea di core business</strong> sviluppando bene prodotti e servizi, cercare di comunicarli nella maniera più trasparente e al maggior numero di persone possibile, in modo originale ma soprattutto qualitativamente alto (anche nella cura dei dettagli).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Attraverso i social network il passaparola è tornato</strong> (se mai ha perso questo ruolo) ad essere il principale veicolo per il successo o il fallimento di qualsiasi iniziativa: insomma, usando un termine un po&#8217; impolverato ma che sembra sorprendentemente di attualità, ora siamo veramente nel <strong>villaggio globale!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E voi cosa ne pensate?</strong></p>
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		<title>Paradiso perduto: &#8220;Paradiso fiscale&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 17:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDEN EXIT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-617 aligncenter" title="paradisofiscale" src="http://blog.edenexit.com/wp-content/uploads/2011/12/paradisofiscale.jpg" alt="" width="580" height="411" /></p>
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