Le PMI nella selva oscura – 1

“Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era  smarrita.”

Firmato Dante Alighieri o una delle molte PMI che di fronte a grandi cambiamenti faticano a trovare la chiave giusta per aprire le porte del mercato. “Ricerca clienti” è l’imperativo, ma per molti (in particolare chi si occupa di B2B) la frase è mal  posta: oggi sono i clienti che trovano te.

Lo scenario attuale

A giudizio unanime, da Monti all’uomo della strada, si dice che le PMI sono la parte più vitale dell’economia. Allo stesso tempo si afferma che dovrebbero fare investimenti ed associarsi per crescere di dimensione. Più facile a dirsi che a farsi: ripresa, poi crisi, poi stagnazione, poi recessione si alternano con preoccupante ciclicità e non è facile prevedere quello che ci aspetta.

Gli investimenti latitano e la voglia di associarsi non è molta, specie in un momento in cui non si ha forza contrattuale. Continua a leggere Le PMI nella selva oscura — 1

Sul web, la generazione fa la differenza!

Boomers, Gen X o Millennials? Di che generazione sei?

Riprendendo un interessante articolo di Susan Weinschenk, analizziamo i diversi approcci alla tecnologia e al web design tra le tre generazioni maggiormente “attive” nel mercato del lavoro.
Innanzitutto, è utile fare chiarezza sul concetto di generazione e su quelle che andremo a prendere in esame. A grandi linee il termine generazione si può intendere in due modi:
– l’insieme delle persone che hanno vissuto eventi caratterizzanti (come i movimenti del ’68) che ne hanno plasmato il pensiero e le abitudini culturali e sociali;
– il periodo di tempo che intercorre tra la nascita dei genitori e quella dei loro figli.
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Le tre variabili

Come in tutti i mercati, anche comunicazione e marketing non si sottraggono al tiramolla tra richieste del cliente e disponibilità del fornitore. Semmai propro questa tipologia di servizi è soggetta ad una particolare pressione riguardo ai tempi di consegna che devono generalmente essere “just before time” perché spesso (e non sempre a ragione) si trovano penalizzate in quanto a valle di una serie di processi decisionali.

In una situazione ideale, il marketing viene coinvolto ragionevolmente presto nelle strategie aziendali (nella fase di strutturazione di nuovi prodotti e servizi o di apertura verso nuovi mercati) in modo tale da poter comprendere l’oggetto del comunicare, analizzarlo e conseguentemente proporre delle strategie a ragion veduta. Continua a leggere Le tre variabili

Ma il marketing esiste ancora…?

Qualche giorno fa abbiamo partecipato ad un incontro con Antonio Campo Dall’Orto, Vicedirettore di MTV International e figura di grande rilievo nel panorama televisivo (e non solo, visto il recente intervento alla convention di Matteo Renzi) italiano.

Uno dei principali temi affrontati è stata la seguente domanda: “Ha ancora senso parlare di marketing?”

Se ci riferiamo ad esempio alle ricerche di mercato, è molto cambiata la modalità utilizzata dalle (grandi) aziende di ottenere dati sul gradimento dei clienti per fare le proprie mosse di conseguenza. Continua a leggere Ma il marketing esiste ancora…?

Cent’anni ieri – Pubblicità nel 1911

Cross-media, social network, comunicazione integrata…

Da Internet in poi tutto è cambiato e andiamo verso un’unica grande nuvola (il cloud anche qui?) dove le differenze tra i media saranno sempre più sfumate. Radio, TV, Web e tutto ciò che può essere digitalizzato, saranno presto o tardi una cosa sola: tutto il resto vi dipenderà fortemente.

Ma se cambiano i mezzi, con loro mutano i messaggi. O no?

Ci siamo posti questo interrogativo pensando di andare a guardare cosa succedeva cent’anni fa, nel 1911, per capire se i contenuti di fondo della pubblicità fossero così diversi. Continua a leggere Cent’anni ieri — Pubblicità nel 1911

Lo strano caso del Dottor Market

Bel tempo, pioggia, bel tempo, pioggia… Crisi, ripresa, Grecia, e poi chissà…?

Mai come in questo periodo le notizie politico economiche sono discordanti e ingessano letteralmente gli investimenti in qualsiasi forma di sviluppo. Insomma poche aziende hanno voglia di rischiare, anche se:
ne hanno la possibilità perché l’andamento generale degli affari sta migliorando
ne hanno bisogno perché la comunicazione e i modi per comunicare stanno cambiando velocemente
– in qualche caso non hanno scelta perché o cambiano marcia o non si agganceranno mai ad un trend di ripresa (da non confondersi con la crescita dei volumi che è un’altra cosa non necessariamente positiva)

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Volare con l’uomo sul fiume

Giacomo De Stefano

Vi raccontiamo una storia.

Qualche mese fa abbiamo conosciuto Giacomo De Stefano, quasi per caso. Un comune amico ce lo presentò perché ci parlasse del suo progetto, inteso sia come iniziativa sia come obiettivo di vita. Perché Giacomo ha ricevuto in dono l’onore e l’onere di far coincidere la propria occupazione con i propri ideali. Ma ci ritorneremo dopo.

Non abbiamo timore di scrivere che all’inizio eravamo scettici: non era il primo e neppure sarà l’ultimo che ci chiede di aiutarlo a sviluppare un’idea, per lo più vaga, per la quale ha zero fondi da investire e ancor meno tempo da dedicare. Continua a leggere Volare con l’uomo sul fiume